Più non si sa, più si crede di sapere. Il paradosso dell’incompetenza

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Un commesso di 44 anni, Wheeler McArthur, rapina due banche a viso scoperto in pieno giorno, finendo rapidamente agli arresti. Interrogato riguardo la scelta di non indossare maschere, affermò che si era spruzzato sul viso succo di limone, aspettandosi che ciò lo rendesse invisibile alle telecamere. Alcuni amici gli avevano parlato di questo “trucco” e lui lo aveva verificato: si era applicato del succo di limone in volto per poi scattarsi una fotografia. Con il limone negli occhi non si accorse però di aver inquadrato il soffitto anziché il volto e sicuro del trucco, si presentò tranquillo in banca[1].

Come si può essere tanto stupidi, starete pensando. È la stessa domanda che si sono fatti anche David Dunning e Justin Kruger, psicologi della Cornell University e da cui deriva il nome della distorsione cognitiva (bias) a causa della quale una persona incompetente lo è a tal punto da non accorgersi di esserlo[2].

Un commesso di 44 anni, Wheeler McArthur, rapina due banche a viso scoperto in pieno giorno, finendo rapidamente per essere arrestato.

È un tipo di eccessiva fiducia in se stessi che spaventa particolarmente perché non riguarda solo le persone di talento che si sopravvalutano, ma anche persone che, pur non avendo nessun talento, pensano di averne a dismisura[3].

Se le persone vittime della sindrome dell’impostore (un altro insidioso effetto) sono incapaci di valorizzare se stesse e vivere il successo più che meritato con soddisfazione e orgoglio, gli incompetenti invece non solo non ammettono i propri limiti, ma arrivano a sentirsi superiori valutando erroneamente le proprie prestazioni.

Uno dei motivi per cui di questi tempi l’effetto Dunning-Kruger sembra onnipresente, lo si deve anche ai mezzi d’informazione: non solo le persone sono disinformate, ma la loro testa è continuamente riempita di dati, fatti e teorie false che possono portare a conclusioni sbagliate che poi sosterranno con tenace sicurezza ed estrema partigianeria.

Nella vita quotidiana è comune vedere persone che parlano con apparente autorità riguardo a temi che conoscono in modo superficiale. Allo stesso tempo, è una consuetudine che i veri esperti non si mostrino troppo categorici nelle proprie affermazioni, poiché sono coscienti di quanto vasto sia il sapere e di quanto sia difficile provare qualcosa con assoluta certezza.

Per capire se abbiamo a che fare con un incompetente inconsapevole, ecco le 4 regole che definiscono l’effetto Dunning-Kruger:

• le persone si mostrano incapaci di riconoscere la propria incompetenza,

• tendono a non riconoscere la competenza delle altre persone,

• non sono in grado di prender coscienza di quanto risultano incompetenti in un determinato ambito,

• se vengono formate affinché aumentino la propria competenza, risulteranno capaci di riconoscere e accettare quanto fossero incompetenti in precedenza.

Se incontrate un incompetente siate comprensivi. In fondo le abilità necessarie per compiere bene qualcosa sono le stesse che servono per fare una valutazione della mansione stessa. Come ci si può rendere conto del fatto che si sta facendo male qualcosa se neanche si è consapevoli di quale sia il modo corretto di farla?

Laura Mondino

Fonti:

  1. https://qz.com/986221/what-know-it-alls-dont-know-or-the-illusion-of-competence/
  2. Kruger, J., Dunning, D. (1999). Unskilled and unaware of it: How difficulties in recognizing one’s own incompetence lead to inflated self-assessments. Journal of Personality and Social Psychology, 77(6), 1121–1134
  3. Dunning D. The dunning-kruger effect. On being ignorant of one’s own ignorance, Advances in Experimental Social Psychology, 2011

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